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Borsite del calcagno

Borsite del calcagno: cause, sintomi e cura

La borsite del calcagno è un’infiammazione che colpisce il tallone, nota anche come borsite del tallone o borsite retrocalcaneare.

Abbiamo già parlato in precedenza del tallone, in particolare della frattura del tallone e di tutto ciò che ne consegue in termini di sintomi, cause e trattamento.

Oggi ci occupiamo di un altro fenomeno che colpisce il tallone: la borsite.

Borsite calcagno cos’è

La borsite calcaneare consiste in un fenomeno infiammatorio a carico della borsa sierosa situata tra il tendine d’Achille e il calcagno, ossia l’osso del tallone.

Si tratta di una patologia che, seppur benigna, può essere fortemente invalidante per chi ne soffre.

Infatti, questa infiammazione si manifesta con un dolore molto intenso e il calcagno gonfio e arrossato.

Inoltre, le borsiti del calcagno possono presentarsi insieme ad altre patologie, come il morbo di Haglund, il piede cavo o la spina calcaneare.

I soggetti che ne vengono più facilmente colpiti sono coloro che utilizzano scarpe scomode o inadatte al proprio piede o plantari troppo alti.

Borsite del calcagno cause

La borsite al tallone può essere la conseguenza di una serie di fattori anatomici, anche congiunti, quali:

  • la spina calcaneare, ossia una neoformazione ossea benigna, che si sviluppa nella zona inferiore del tallone; in genere, questa tende a formarsi nella parte mediale del calcagno e colpisce i soggetti dai 40 anni in su;
  • il morbo di Haglund, il quale consiste in un’infiammazione dolorosa del tallone e che può derivare da un’eccessiva prominenza della zona posteriore del calcagno, dove si innesta il tendine d’Achille;
  • il piede cavo, cioè una malformazione della volta della pianta del piede, che può essere congenita o acquisita.

Altre cause di tipo esterno e non anatomico possono essere:

  • l’utilizzo di scarpe non adatte;
  • l’utilizzo di calzature o plantari troppo alti, che alzare in modo eccessivo il tallone;
  • allenamenti troppo intensi.

Borsite calcagno sintomi

La borsite del calcagno si caratterizza per avere una sintomatologia molto specifica, la quale peggiora con l’avanzare dell’infiammazione.

I sintomi che si manifestano in presenza di una borsite sono:

  • un dolore intenso durante la camminata, quando si muove la caviglia o quando si preme sul calcagno;
  • sensazione di gonfiore nella zona del calcagno;
  • arrossamento del calcagno e sensazione di calore.

La diagnosi di borsite avviene attraverso l’analisi dei sintomi e l’esame obiettivo.

In genere, si provvede all’esecuzione di esami strumentali, come ecografia e radiografia, in modo da evitare che possa essere confusa con altre patologie, come tendinosi del piede e infiammazione del tendine d’Achille.

Borsite del calcagno cura

Per individuare la cura più indicata per la borsite, bisogna individuarne la causa scatenante.

Consigliamo una soletta che consente di scaricare la tensione muscolare con conseguente riduzione del dolore

Se questa consiste in elementi esterni e non anatomici, come l’utilizzo di scarpe inadatte, allora si consiglia:

  • l’utilizzo di scarpe ortopediche apposite per le patologie del tallone, che di solito riportano un’apertura nella zona posteriore della calzatura;
  • il ricorso a gel e a farmaci antinfiammatori;
  • l’applicazione di ghiaccio, per aiutare a ridurre il gonfiore; 
  • assoluto riposo, in modo da evitare di premere sul calcagno e aggravare l’infiammazione.

Quando la patologia è particolarmente accentuata, allora può essere necessario ricorrere a terapie specifiche, come:

  • mesoterapia;
  • infiltrazioni;
  • intervento di rimozione della borsa.
Frattura del coccige: un grave rischio per gli anziani

Frattura del coccige: un grave rischio per gli anziani

Un osso piccolo, posizionato alla fine della colonna vertebrale, che quasi non si percepisce ma che quando viene lesionato o fratturato può causare dolori lancinanti.

Il coccige è un osso che contribuisce alla buona riuscita dei movimenti rotatori e aiuta a mantenere stabile il nostro corpo. È una struttura ossea, di forma triangolare, composta da quattro vertebre e posizionato inferiormente all’osso sacro.

Nonostante la zona del coccige sia protetta, traumi come cadute su dure superfici (ad esempio le scale o durante la pratica di uno sport) possono provocare lesioni dolorose.

Nella maggior parte dei casi, le fratture al coccige non comportano serie complicazioni ma causano intensi dolori. Per questo motivo, attività quotidiane come sedersi o passare l’intera giornata seduti al computer, in ufficio, possono diventare dolorosi per chi ha una lesione nella zona in questione.

Le donne sono più propense ad avere problematiche al coccige, sia a causa della loro stessa naturale anatomia sia per i cambiamenti a cui il loro corpo è soggetto in seguito alla gravidanza.

In seguito ad una frattura al coccige, il corpo ha bisogno di un periodo di recupero lento durante il quale è necessaria la diagnosi del medico.

Frattura al bacino negli anziani.

Il bacino è un insieme di ossa che legano il tronco ai membri inferiori e sostengono il nostro corpo.

Ogni anno, approssimativamente 1,6 milioni di persone soffrono a causa di frattura al bacino e questo tipo di trauma, soprattutto negli anziani, provoca molto serie problematiche.

A seconda della zona coinvolta e del numero dei punti di rottura, è possibile distinguere due tipi di frattura:

  • Frattura stabile: caratterizzata da un solo punto di rottura;
  • Frattura instabile: prevede due o più punti di rottura.

Queste tipologie di frattura possono manifestarsi sopratutto in relazione all’indebolimento delle ossa che diventano più fragili con l’avanzare dell’età ma anche con la nascita di dolori causati dall’osteoporosi (progressivo assottigliamento osseo). Ciò comporta che gli anziani siano più propensi a questo tipo di frattura ossea rispetto a persone giovani d’età la cui frattura del bacino può essere una conseguenza di un incidente.

Rimedi per frattura al bacino

In caso di di lieve frattura del bacino, nella maggior parte dei casi, non si hanno gravi problematiche e il trattamento sarà di tipo conservatorio, ovvero mediante il riposo che garantisce un consolidamento dei frammenti ossei.

Il problema più grave associato alla frattura del bacino è l’immobilità; per gli anziani il tempo di recupero aumenta e l’immobilità accresce il rischio di problemi circolatori e dermatologici oltre a limitare la loro autonomia ed indipendenza.

Quando si hanno i primi sintomi di dolore o difficoltà di locomozione, è consigliabile prenotare il prima possibile una visita ortopedica. La diagnosi verrà fatta in seguito all’analisi dei sintomi fisici ed una radiografia del bacino. In alcuni casi, quando la radiografia non mostra chiaramente la frattura, sarà necessaria una tomografia computerizzata o una risonanza magnetica.

La frattura al bacino deve essere trattata con un intervento chirurgico che aumenta le opportunità di un reale recupero. L’operazione verrà prescritta dal medico in seguito allo studio dello stato clinico del paziente anziano ma, in teoria, è indicato che venga eseguita nelle 48 ore successive all’incidente.

L’operazione prevede l’utilizzo di perni o viti che fissano le ossa. In determinati casi, lo specialista può optare per la rimozione di parte del bacino per sostituirlo con una protesi adeguata.

In seguito all’operazione, il paziente dovrà utilizzare necessariamente le stampelle o la sedia a rotelle per la deambulazione, in modo da evitare il carico sull’osso o le ossa del bacino fratturate, e successivamente dovrà iniziare un percorso riabilitativo con uno specialista.

Deformazione vertebrale: come correggere la scoliosi da adulti

Deformazione vertebrale: come correggere la scoliosi da adulti

Le origini della deformazione vertebrale 

La scoliosi è una patologia che colpisce dal 2 al 4% della popolazione e può manifestarsi sin dall’infanzia, maggiormente nelle donne.

Normalmente una colonna vertebrale è allineata con il corpo, quando invece il paziente soffre di scoliosi, la colonna tende a formare una curva verso uno dei due lati (o entrambi), formando una “C” o una “S”. Questa deformazione può causare dolori e problemi al paziente.

Se la colonna presenta una forte deviazione, si possono rilevare asimmetrie corporee visibili, come una spalla più bassa dell’altra o le costole o le anche più sporgenti da un lato.

La scoliosi si distingue in:

  • Scoliosi lombare (parte bassa della schiena)
  • Scoliosi dorsale (parte alta della colonna)
  • Scoliosi dorso-lombare (parte centrale e bassa della schiena)

Inoltre possiamo classificarla in:

  • Scoliosi funzionale: la deformazione intacca la muscolatura ma non la struttura ossea;
  • Scoliosi strutturale: in questo caso, la curva danneggia la struttura vertebrale.

Questa deformazione si presenta in età infantile, ma può manifestarsi anche in età adulta sopratutto dopo i 40/50 anni, principalmente nelle donne.

In questa fascia di età, la scoliosi si presenta a causa della poca stabilità delle vertebre ma può rappresentare anche una forma di peggioramento di una scoliosi già presente dall’età giovanile. Le gravi forme di scoliosi (ovvero oltre i 40/50°) hanno un potenziale evolutivo di un o due gradi ogni anno.

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La scoliosi e i sintomi in età adulta.

I principali sintomi e i segnali che possono essere percepiti, in relazione alla gravità della deformazione, sono:

  • Una spalle più alta dell’altra;
  • Una scapola più sporgente dell’altra;
  • La vita irregolare;
  • Un’anca più alta dell’altra;
  • Inclinazione del corpo verso un lato.

Al di là delle conseguenze estetiche, la scoliosi porta al paziente una serie di dolori muscolari, la cui intensità varia a seconda del grado di scoliosi, e sensazioni di debolezza alla schiena, sopratutto quando si passa molto tempo in piedi o seduti.

Nel caso in cui siano presenti uno, o più di questi sintomi, è importante rivolgersi subito ad un ortopedico affinché si possa iniziare un trattamento adeguato per migliorare la propria condizione.

Una diagnosi ed un trattamento tardivi e poco efficaci in età adolescenziale (scarsa attenzione, incuranza o naturale evoluzione della patologia) possono favorire il peggioramento della scoliosi in età avanzata.

Viene definita “de novo”, la deformazione vertebrale che colpisce gli adulti e si manifesta spesso nella zona lombare. I sintomi della scoliosi in età adulta possono essere:

  • Debolezza agli arti inferiori;
  • Limitata resistenza alla deambulazione;
  • Limitata resistenza alla stazione eretta prolungata;
  • Dolori lombari;
  • Scompensamento del tronco.

I rimedi per la scoliosi in età adulta.

Raggiunta una determinata soglia d’età risulta difficile poter recuperare del tutto lo scompenso causato da questa patologia ma ci sono degli accorgimenti che potresti valutare per migliorare la tua condizione e, di conseguenza, la tua vita!

Nei casi di una curva scoliotica inferiore a 40°, sono consigliati esercizi fisioterapici e posturali che possono migliorare l’assetto posturale, moderare il dolore e stabilizzare la deformazione, evitando un peggioramento. L’obiettivo principale della riabilitazione scoliotica è mantenere la funzione della colonna, prevenendo i sintomi a breve e a lungo termine.

È importante mantenere una buona tonicità nei muscoli dorsali, attraverso un’attività sportiva adatta al paziente in modo da rendere più stabile la colonna vertebrale, ed evitare il sovrappeso con una dieta equilibrata.

Invece, il trattamento chirurgico è rivolto ai pazienti la cui patologia è in condizioni gravi. Grazie a questa soluzione è possibile correggere la scoliosi e ripristinare la corretta lordosi lombare in maniera da contrastare la caduta del corpo in avanti.

Fondamentale è la prevenzione che, se prestata nei tempi e nelle dovute modalità, evita l’incombere di condizioni patologiche, migliora le condizioni di salute generale e la tua vita.

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Una deviazione di nome “scoliosi”

Una deviazione di nome “scoliosi”

La scoliosi è una tipica deviazione della colonna vertebrale che va monitorata e trattata in maniera diversa a seconda della sua curva e della conseguente gravità.

La scoliosi è una deformità della colonna vertebrale che presenta una torsione, per questo le sue curve perdono la naturale forma.

Ma qual è la reale causa?

Potrà sembrare strano ma la medicina non ha ancora scoperto le effettive cause della quasi totalità dei casi di scoliosi.

Spesso questa patologia viene fatta valutare solo per ragioni estetiche, in quanto inizialmente non si presentano particolari dolori alla schiena.
In realtà le disfunzioni neuromuscolari che possono accompagnarsi alla scoliosi tendono a causare con il tempo danni a tutte le articolazioni, ai dischi intervertebrali e, successivamente, a produrre sintomi come mal di schiena, sciatica, contratture muscolari etc. 

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I diversi gradi della curva scoliotica

A causa della scoliosi, le curve della colonna vertebrale perdono la loro naturale forma. La migliore arma a disposizione dei medici è la diagnosi precoce e la prevenzione. Il trattamento dipende dalla gravità della curva della colonna vertebrale, per questo è importante, attraverso un’adeguata radiografia, controllare lo stato e la gravità della curva. La radiografia permetterà al medico di misurare i gradi di Cobb, grazie ai quali sarà possibile classificare la scoliosi in: lieve, media o grave.

Scoliosi 20 gradi

In generale, le curve che misurano dai 25 ai 50 gradi sono considerate ampie abbastanza da richiedere un trattamento.  Mediamente, al di sotto dei 30 gradi le probabilità di un suo peggioramento sono inferiori al 5-10%, mentre al di sopra dei 50 gradi superano il 90-95%. In quest’ultimo caso, infatti, verrà richiesto molto probabilmente un intervento chirurgico per ristabilire una postura adeguata. Ad ogni modo, qualsiasi sia il grado scoliotico, i trattamenti fisioterapici ed osteopatici possono essere d’aiuto. 

Scoliosi 30 gradi

Gli studiosi hanno fissato come limite massimo i 30 gradi Cobb.

Se arrivati alla maturità scheletrica (ovvero 18 anni circa), i gradi della curva superano i 30 gradi, il rischio di un peggioramento è più probabile. Alcuni studi hanno dimostrato che, all’incirca ogni due anni notiamo un peggioramento di 1 grado, ma ci sono diversi fattori che possono influire. Ciò che incide negativamente sulla funzionalità della colonna è la perdita di stabilità in tutto il tronco sul piano antero-posteriore (in avanti) o quando vi si associ uno spostamento laterale (strapiombo). La colonna vertebrale, perdendo il suo normale equilibrio, pende da un lato e cedere sempre di più fino a comportare il mal di schiena. Invece, entro certi limiti, la colonna riesce a rimanere “salda”.

Versamento ginocchio

Versamento ginocchio, come riconoscerlo e come intervenire

Il versamento articolare del ginocchio è solitamente visibile ad occhio nudo, a causa di un accumulo anomalo di liquido all’interno dell’articolazione del ginocchio o in corrispondenza di questa.

Il versamento al ginocchio provoca sicuramente gonfiore alla zona interessata. Quindi facilmente riconoscibile.

Liquido nel ginocchio

Il liquido nel ginocchio è un accumulo di liquido nell’articolazione fra femore e tibia o fra femore e rotula, una produzione eccessiva provoca gonfiore rendendo difficile il movimento dell’articolazione.

Sono molteplici fattori che possono causare l’accumulo del liquido nel ginocchio, quali:

  • l’artrite reumatoide, patologie del metabolismo e del sistema immunitario, le persone più anziane, infatti, ne sono più a rischio;
  • traumi, ad esempio come negli sport da contatto dove è molto più facile subire traumi da infortunio;
  • sovrappeso, siccome il proprio peso può appesantire l’articolazione usurandole poi nel tempo;
  • sedentarietà, che causa l’indebolimento dei muscoli, tendini ed articolazioni.

Liquido sinoviale ginocchio

L’eccessivo liquido al ginocchio può colpire la membrana sinoviale dell’articolazione, ed anche in questo caso provoca gonfiore e dolore, fino ad impedire completamente il movimento dell’articolazione.

Liquido ginocchio cosa fare

Quando si presenta l’accumulo del liquido al ginocchio è sempre necessario consultare un medico specializzato in ortopedia, in modo da poter intervenire subito curando con un trattamento specifico.

Liquido sinoviale al ginocchio come riassorbire

In caso di traumi leggeri, per riassorbire il liquido sinoviale al ginocchio è possibile intervenire semplicemente con riposo, tutore, ghiaccio e farmaci antinfiammatori, in altri casi, invece, potrebbe essere necessario intervenire con un intervento chirurgico.

È possibile prevenire l’accumulo del liquido nel ginocchio anche semplicemente facendo attenzione al proprio stile di vita. Mantenendo il controllo del proprio peso permetterà di non aggravare col peso sull’articolazione, se si svolge un attività fisica, sarà necessario rinforzare i muscoli della coscia, se si soffre, invece di una malattia già diagnosticata sarà importante controllarsi con visite mediche periodiche.

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